

LA RETE DI VICO
Su iniziativa e con il coordinamento di COSPE, un gruppo di associazioni, organizzazioni, gruppi informali, aziende, istituzioni e persone si sono incontrate a Vico d’Elsa (Siena) il 10 e 11 maggio 2008 ed hanno definito un Patto di Azione in Rete per perseguire obiettivi comuni.
L’accordo prende il via da una lettura condivisa dello scenario globale:
“La situazione che avvertiamo, in primo luogo a livello locale, è che la nostra società è incapace di percepire il destino comune dell’umanità che lega tutti gli uomini nel mondo globalizzato e ormai prossimo ai limiti fisici dello sfruttamento, ed è sempre più dominata da paure, per lo più indotte, che portano a una chiusura e ad un impoverimento e decadimento culturale molto preoccupanti. Sui temi del governo del mondo e delle relazioni tra paesi, dello sviluppo nostro e degli altri paesi del mondo, dei migranti, della costruzione di società interculturali e della tutela dell’ambiente, assistiamo ad un graduale disinteresse, se non addirittura ad uno scadimento morale ed etico, in una logica di salvaguardia dei propri interessi più miopi, siano essi personali, comunitari o di Stato. Si accentua su questi temi la disattenzione del mondo politico e dei decisori in genere e si assiste alla riduzione della quantità di risorse pubbliche e degli strumenti per operare nei campi della cooperazione e della solidarietà internazionali.
Ci appare chiaro il fallimento dell’attuale sistema di governo globale se lo si misura con il metro del riequilibrio economico e sociale tra aree del pianeta, della salvaguardia dei diritti individuali e collettivi, della risoluzione dei conflitti con strumenti diversi dalla guerra, della riduzione degli armamenti, della salvaguardia dell’ambiente. Le relazioni economiche e commerciali tra aree geopolitiche diverse del pianeta continuano a seguire indirizzi di salvaguardia degli interessi di pochi, ben lontane dall’essere eque e impostate su condizioni di pari diritti ed opportunità e tantomeno su obiettivi di riduzione delle diseguaglianze. Questo porta alla prevalenza delle politiche di competizione economica e commerciale su quelle di cooperazione e di aiuto internazionale e fa sì che queste ultime si convertano troppo spesso (e molte volte consapevolmente) in azioni di mera compensazione degli effetti negativi delle prime sulle condizioni di vita delle popolazioni dei Paesi dalle grandi disuguaglianze e ingiustizie. Peggio ancora quando la cooperazione e la solidarietà si mischiano impropriamente con missioni militari d’imposizione di pace attraverso l’intervento armato.
Le Istituzioni Europee appaiono formalmente progressiste sui temi dei diritti umani e dell’ambiente ma, di fatto, promuovono politiche conservatrici e protezionistiche quando si tratta di accordi economici e commerciali con altre aree del mondo. Le società europee sembrano attraversare una fase di sostanziale arretramento dal punto di vista della laicità e sono ancora lontanissime dall’essere rispettose dei diritti individuali senza discriminazioni di genere, di religione, di provenienza, di orientamento sessuale.
In Italia ed in molti altri paesi europei, il diffondersi di un clima tendenzialmente razzista trova gravi ed evidenti responsabilità nel mondo della politica e dell’informazione. Ciò ha effetti drammatici nella vita quotidiana di tutti e nelle speranze di migliaia di cittadini immigrati che cercano un presente ed un futuro migliore in Europa, riduce e svuota di significato i principi dello stato di diritto, indebolisce la cultura della solidarietà, dell’accoglienza e dello scambio tra le persone e tra i popoli.
Siamo però consapevoli che in Italia e in Europa continua a crescere il numero di gruppi, associazioni, singoli cittadini maturi, responsabili, non ideologici, appassionati che anche quando operano volontariamente non intendono rinunciare ad affrontare i problemi nella loro complessità, rifiutando fuorvianti semplificazioni dell’analisi e del linguaggio, disponibili ad accettare la sfida dell’efficacia e della qualità nel perseguimento di risultati d’equità e giustizia. Possiamo inoltre testimoniare che nei vari “Sud” del mondo continua l’impegno e la lotta di tantissime organizzazioni della società civile e delle Istituzioni più progressiste, che si dedicano, tra mille difficoltà, ma in rete di solidarietà con molti altri, a promuovere iniziative per il miglioramento sociale, economico e culturale dei loro paesi e del mondo nel suo insieme....”
Leggi il Manifesto di costituzione della Rete di Vico (140 Kb)
Nel manifesto, firmato l'8 novembre 2008, sono riportati i Principi in cui gli aderenti alla “Rete di Vico” si riconoscono e gli obiettivi che essi si pongono.
le associazioni
Gli esordi
Vico d'Elsa
10-11 Maggio 2008
Verso la costruzione di una rete di rilevanza nazionale
Esiti dell'incontro del 10 - 11 maggio 2008
la nascita
Firenze
8-9 novembre 2008